Tutto ciò che è sociale ma non riflessione sociologica, legandosi a quello che compone la realtà in cui viviamo.
Immagine liberamente tratta da upload.wikimedia.org
Sabato 28 marzo all’Università centrale nell’aula del ‘400 l’associazione socio-culturale Nafrisy (acronimo che nasce dall’unione dei nomi delle fondatrici: Nathalie, Frieda, Sylvie)ha presentato la seconda edizione della giornata della donna africana.
Nafrisy è una realtà giovanissima, che ha due anni di vita ma si porta dietro sogni e speranze a lungo silenti, finalmente emersi e valorizzati grazie al progetto Sfide (Servizi alle Famiglie per L’Integrazione, Il Dialogo e L’empowerment) patrocinato dal Comune di Pavia in collaborazione con l’Università di Pavia e il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Master Immigrazione e Genere. Senza dimenticare il ruolo dell’associazione Con-Tatto che ha sostenuto queste donne sin dall’inizio del loro percorso.
L’ampliamento del Canale di Suez tra opportunità economica e minaccia alla biodiversità
Intervista a Bella S. Galil, a cura di Joachim Langeneck
Bella S. Galil è ricercatore capo presso l’Istituto Nazionale di Oceanografia di Haifa, Israele. La sua ricerca riguarda principalmente cambiamenti antropogenici nell’ecologia del benthos in acque costiere e profonde, dinamiche e conservazione della biodiversità marina, invasioni biologiche in ambiente marino e tassonomia e biologia dei crostacei decapodi. È stata presidente del comitato esecutivo della Società Zoologica di Israele dal 1993 al 1997; editore amministrativo dell’Israel Journal of Zoology dal 1992 al 1998; membro fondatore dell’Associazione Israeliana per le Scienze Acquatiche (Israeli Association for Aquatic Sciences, IAAS) e membro del suo primo comitato esecutivo dal 2003 al 2005.
(la notizia qui)
Viveva in un campo nomadi un bel maiale,
frugava col grugno sudicio nello strame,
passava i suoi dì sereno ed assai cordiale
attendendo di finire dentro un tegame.
In tempi in cui la guerra terroristica diventa guerra umanitaria, in cui le popolazioni non devono nemmeno più venire reclutate per diventare carne da cannone, trasformandosi così in oggetto di attacchi effettuati a deliberato scopo terroristico senza bisogno di dirigersi al fronte perché il fronte viene interiorizzato.
Il mercato del niente
Ci siamo, manca poco la pseudo-kermesse in salsa globale in scena a Milano, dal Maggio del corrente anno, sta per aprire i battenti. EXPO 2015, innovazione, tecnologia, nuove idee per un mondo diverso.
Questo è il pensiero di molti sull’evento mainstream dell’anno in Italia e anche nel mondo. Le esposizioni universali, retaggio anacronistico dell’età vittoriana recano in se tutto il pensiero stesso del processo della globalizzazione economica che ormai si è insediata prepotentemente nella nostra civiltà.
Sono passati più di 160 anni dalla prima esposizione universale tenutasi nell’apposito Crystal Palace presso Hyde Park a Londra. In 160 anni è inutile dirlo, il mondo è cambiato ed è stato rivoltato come un calzino: conflitti armati, guerre economiche e il tanto declamato “scontro tra civiltà”. Mega progetti, rendite milionarie e costi esorbitanti; per chi?
Non è una festa (ma è bella lo stesso)
La Giornata Internazionale della Donna non è una festa. Questo sembrano saperlo quasi tutti; eppure, forse abituati da un calendario scandito da festività comandate religiose, moltissimi tendono a chiamare «festa» qualsiasi ricorrenza – e quindi anche questa. Molti, ancora, colgono l’occasione per bacchettare le donne su cosa sia opportuno fare o meno in questa giornata (e in generale nelle loro vite): è consenso diffuso che sia indignitoso divertirsi, vivere liberamente la propria sessualità, in nome del fatto che tanti anni fa tante donne sarebbero morte in un incendio per conquistare la dignità di non divertirsi. Inutile rilevare che questo “ragionamento” non sta neanche in piedi.
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