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Sabato, 13 Luglio 2013 15:29

Ancora spionaggio tra USA ed Europa

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Jean-Claude Juncker, fino a pochi mesi fa e per otto anni a capo dell'Eurogruppo (l'organismo del ministri economici e finanziari della zona euro), primo ministro del Lussemburgo da diciotto, capo di un partito democristiano al governo in questo paese, da solo o in coalizione, dal 1944, si è dimesso a seguito della scoperta che i servizi lussemburghesi di intelligence spiavano alcuni concittadini. Juncker avrebbe trascurato di “controllare” i servizi ecc. Il Lussemburgo è un paese di meno di mezzo milione di abitanti, i suoi servizi non servono obiettivamente a niente che gli possa essere utile, ma al tempo stesso è una potenza finanziaria di tutto rispetto, nella sua veste di ex paradiso fiscale: niente di strano che lo spionaggio vi riguardi figure trafficate in qualcuno degli affari sporchi del pianeta oppure impegnate in finanziamenti di ricerca o industriali di portata strategica. Però, alt! Perché mai i servizi lussemburghesi dovrebbero spiare, anziché proteggere, tali loro concittadini? Violare quel segreto bancario che tutela figure i cui soldi arricchiscono il Lussemburgo?

Ma, semplicemente, perché i servizi lussemburghesi non sono esattamente lussemburghesi (nessun servizio in Europa è esattamente del suo paese): operano in un quadro integrato sottoposto alla gestione della NATO; alla NATO rispondono senza dover rispondere al proprio governo; si coordinano con gli altri servizi NATO senza passare per il proprio governo. E ciò equivale a dire che è alla NSA, la principale agenzia di spionaggio USA, che rispondono. Solo formalmente essi rispondono al proprio governo, e a un'apposita commissione parlamentare di “sorveglianza” (esattamente come in Italia, e negli altri paesi UE): ma poi nessuno è in grado di controllare cosa realmente fanno, se ti dicono tutto, se ti raccontano balle, ecc.

Così il povero Juncker salta, addirittura il Lussemburgo va a elezioni anticipate. Certo se queste regole valessero nel resto dell'Europa avremmo in corso una raffica micidiale di dimissioni di capi di governo e di elezioni anticipate. Ma, lo dico senza ironia, il Lussemburgo è uno dei pochi paesi rimasti seri, dove la forma democratica fa anche sostanza. Dispiace pure che Juncker, una delle pochissime figure presentabili a capo di istituzioni europee, stia facendo una figuraccia sostanzialmente immeritata (sono noti i suoi scontri, a capo dell'Eurogruppo, con il duo Merkel-Sarkozy, nel tentativo di contrastarne l'imposizione di dosi da cavallo di “rigore” finanziario ai paesi della zona euro).

E' questa un'estate davvero interessante sulle questioni dello spionaggio USA-NATO o di sua derivazione. Il “caso” Datagate ha aperto una breccia, e ne sta seguendo un'alluvione. Abbiamo di recente appreso che il sistema Prism è usato anche dalla Francia (si tratta del software ammodernato oggi usato principalmente da Echelon: la struttura che dagli anni 90, sotto comando USA e di cui sono partecipi anche Gran Bretagna, Canada, Australia e Nuova Zelanda, spia i messaggi telefonici e la posta elettronica di tutti i paesi del mondo, gestisce la dimensione tecnica delle imprese pubbliche di telecomunicazione degli altri paesi NATO, raccoglie altre informazioni di tutti i tipi, direttamente o indirettamente, da banche, polizie, ecc., comperando individui, o tramite ex agenti dei vari servizi o delle varie polizie, o migliaia di agenzie investigative private, parte delle quali affiliazioni mascherate dei servizi, o, negli Stati Uniti, addirittura legali e con tanto di presenze dirette o indirette in altri paesi, ecc. ecc. Né mancano nel giro gruppi o personaggi di estrema destra, come oggi in Francia, o pezzi di servizi “deviati”, nel senso di loro pratiche o tentativi eversivi nei loro paesi, come in momenti diversi è risultato essere in Italia e in Turchia: non si dimentichi che Gladio era una struttura golpista operante in più paesi creata direttamente dalla NATO). Il grottesco è che l'imbarazzo di Hollande potrebbe essere vero. Si dimetterà? Ci saranno elezioni anticipate in Francia? Sto ironizzando, l'avrete capito.

Una testimonianza indiretta, ancora, della capillarità raggiunta dallo spionaggio USA-NATO o di sua derivazione e dalla grande articolazione dei suoi strumenti ci viene in questo momento dall'Italia. Del caso della moglie e della bimba di un dissidente kazako profugo politico nel nostro paese, sequestrate su richiesta diretta quindi arbitraria dell'ambasciata kazaka da funzionari di polizia, caricate su un aereo e spedite in Kazakstan, si sta occupando direttamente Letta. Il governo non ne sapeva niente, e ancor meno ne sapeva la commissione parlamentare che del controllo dei servizi si occupa.

L'argomento sollevato del ministro Cancellieri, che la procedura di espulsione è stata “formalmente ineccepibile”, è penosamente ridicolo oltre che totalmente falso: perché l'espulsione ha riguardato persone in Italia con visto Schengen (rilasciato dalla Lettonia), in virtù del quale avevano diritto a rimanere in Italia, salvo accertamento del carattere falso del visto, cosa che non è stata fatta; perché si tratta della moglie e della figlia di un rifugiato politico riconosciuto formalmente dall'Italia come tale; perché la dichiarazione dell'ambasciata kazaka del carattere falso del passaporto della donna veniva da quanti ne richiedevano la consegna al Kazakstan, quindi la falsità andava preventivamente accertata; infine, perché è impossibile che i funzionari di polizia che hanno effettuato il sequestro ignorassero queste cose. Giova sottolineare che non si tratta del solito fenomeno a base di mazzette, che pure potrebbero esserci state. Se sono NATO, NSA, USA i referenti dei servizi europei, se lo spionaggio oggi è in gran parte spionaggio economico e al servizio di affari economici, i servizi (e i loro collegamenti occulti dentro alle polizie, a volte anche dentro alle magistrature, come è accertato essere in Francia) non possono non essere considerati uno strumento di immediato intervento e che non risponde a nessuno in casa propria a disposizione anche delle richieste di questa o quella cleptocrazia di governo, in questo caso quella kazaka, fatta di delinquenti che gli oppositori incarcera e tortura, con la quale il capitalismo dell'Occidente fa affari d'oro, da cui l'Europa dipende quanto ad approvvigionamenti di petrolio e gas, ecc.

Questa palude, di cui quel che vediamo, per clamoroso che appaia, è solo qualche increspatura, non va sottovalutata. E' un “prisma” enorme fisiologicamente votato a ogni illegalità e a ogni manomissione politica e istituzionale, anche con mezzi terroristici. Dispone, grazie agli strumenti di spionaggio di cui dispone, di un'enorme capacità di ricatto nei confronti di chiunque esso o sue schegge considerino di ostacolo per i progetti propri o USA. In tempi di crisi democratica, come gli attuali, sottovalutare questa realtà potrebbe rivelarsi pericolosissimo.

Ultima modifica il Sabato, 13 Luglio 2013 15:46
Luigi Vinci

Protagonista della sinistra italiana, vivendo attivamente le esperienze della Federazione Giovanile Comunista, del PCI e poi di Avanguardia Operaia, Democrazia Proletaria, Rifondazione Comunista. Eletto deputato in parlamento e nel parlamento europeo, in passato presidente e membro di varie commissioni legate a questioni economiche e di politica internazionale.

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