Mercoledì, 19 Novembre 2014 00:00

Il sentiero accidentato che porta a sinistra

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Fotografia di Leonardo Sgatti

Convegno a Firenze con Tsipras, Ferrero, Vendola, Civati

All’interno del convegno di due giorni promosso Dall’Altra Europa per Tsipras e organizzata da Transform! e dalla Fondazione Rosa Luxemburg, si sono ritrovati molti personaggi della politica e della cultura di sinistra nazionale e internazionale: da Vendola a Ingroia, da Ferrero a Curzio Maltese, da Rangieri a Prosperi, da Baier a Tsipras.

Alla vigilia del vertice del GUE, questo convegno fiorentino, ma dalla portata internazionale, aperto al pubblico e gratuito, ha rappresentato un importante tentativo di confrontarsi su questioni delicate e importanti, dalla natura del governo Renzi, allo stato della democrazia in Europa, agli effetti del neoliberismo, fino al ruolo e all’eredità delle social democrazie nella società contemporanea.

Tantissimi gli interventi e i personaggi di spicco che hanno contribuito alla discussione, tanto che è in questa sede impossibile riassumerli tutti (si possono comunque riascoltare tutti gli interventi qua). Più interessante è invece concentrarsi su ciò che di rilevante è emerso, nelle sue linee generali, da questo incontro.

Il convegno va letto secondo due coordinate e due obiettivi distinti ma connessi. Il primo di questi consiste nella necessità di fare il punto della situazione, cioè di analizzare la situazione sociale e politica attuale sia a livello europeo che a livello italiano nella consapevolezza che la conoscenza del mondo che ci circonda sia la chiave per definire l’identità e gli obiettivi di una proposta politica nuova. Da questo punto di vista, l’obiettivo è stato raggiunto in pieno. Non solo i vari interventi, nella loro diversità hanno mostrato una certa affinità di vedute e una comune presa di posizione nei confronti di fenomeni complessi come il TTIP o il renzismo, nonostante una certa opacità di alcune tematiche (il ruolo della tradizione comunista, la scarsa problematizzazione della dicotomia riformismo/radicalismo), ma ha anche concorso a restituire un quadro teorico entro cui “pensare” una nuova sinistra alternativa alla deriva liberista delle social-democrazie in tutta Europa. A questo articolo, ne seguirà uno che verterà proprio su contenuti di questo vibrante dibattito culturale, iniziato domenica mattina con l’intervento di Revelli e concluso idealmente lunedì sera con quello di Bertinotti.

Il secondo obiettivo, quello di fare un passo avanti rispetto all’impegno preso solo in via ufficiosa da parte di movimenti e di partiti afferenti alla lista Tsipras, è invece stato raggiunto solo in parte. Sicuramente si è trattato di un momento di dialogo e di confronto estremamente importante, ma sembrano esser mancate prese di posizione chiare e decise nei confronti della possibilità di costruire un soggetto politico nuovo e innovativo che si ispiri ai fortunati esperimenti politici di Syriza o Podemos. I leader politici presenti, oltre alle solite e routinarie dichiarazioni d’intenti e di buona volontà, hanno fatto ben poco per andare nella direzione di una effettiva unificazione delle forze antiliberiste presenti nel Paese. Sembra essere prevalsa una estenuante logica dell’attesa che si potrebbe esemplificare nella frase “ comincia tu che poi io ti seguo”. Tutto ciò nonostante le parole di Alexis Tsipras, accolto come una rock star al convegno, che vede nell’agire, nel mettersi in cammino anche quando si pensa di non essere ancora pronti a intraprendere il viaggio, l’unica via che porti alla costruzione effettiva del progetto che si ha in testa, perché l’attesa altrimenti rischia di diventare infinita.

Civati, pur criticando il governo Renzi e affermando che non voterà il Jobs act, non ha fatto affermazioni rispetto alla possibilità di uscire dal PD, piuttosto la sua idea consiste nel costruire “un centrosinistra con dentro anche la sinistra”. Ferrero e Vendola riprendono la metafora di Tsipras sul sentieri da percorrere, affermando che occorre partire e che non ci sia più tempo, ma a questa constatazione non fanno seguito decisioni politiche concrete, Vendola, anzi, in un contesto di forte diffidenza reciproca fra SEL e Rifondazione, denuncia come il suo partito sia stato usato come mero portatore di voti all’interno della coalizione. La frattura che ancora separa i due partiti che apportano il peso specifico maggiore alla lista, è sicuramente il nodo fondamentale da sciogliere per poter proseguire nell’operazione di aggregazione.

Il momento è propizio. L’intervento di Tsipras, mette in evidenza l’incontrovertibile: la politica rigetta i vuoti. Si è aperto una spazio a sinistra, abbandonato dalle social-democrazie che sono ormai una mera forza accessoria delle destre. Si è aperto uno spazio che occorre colmare con un progetto politico aperto e inclusivo. La società con gli scioperi e le mobilitazioni dei giorni scorsi ha mostrato di essere più forte di quanto si pensasse e pronta a rialzare la testa. Le iniziative come queste, alimentano un clima di speranza e di coesione. Occorre però ora incanalare politicamente questo dinamismo con scelte coraggiose che ancora non sono ancora state prese. E il tempo sta per scadere.

 

Ultima modifica il Martedì, 18 Novembre 2014 22:29
Alessandro Zabban

Nato nel 1988 a Firenze, laureato in sociologia. Interessi legati in particolare alla filosofia sociale, alla politica e all'arte in tutte le sue forme.

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