Domenica, 19 Ottobre 2014 00:00

Pillole dal Giappone #54 - In aumento il numero dei lavoratori poveri

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Iniziative si sono tenute in tutto il Giappone in occasione, il 26 settembre, della Giornata Internazionale per l'Eliminazione Totale delle Armi Nucleari. “L'esistenza stessa delle armi nucleari è inaccettabile da un punto vista umanitario” ha affermato una delle sopravvissute al bombardamento atomico di Hiroshima nel proprio intervento alla manifestazione tenutasi a Tokyo e promossa dal Consiglio Giapponese contro le Bombe A e H.

In tema di politique politicienne fanno discutere i nuovi ingressi nel governo Abe avvenuti alcune settimane fa. Se da un lato è considerevolmente aumentata la partecipazione femminile all'esecutivo, in patria ed all'estero diversi organi d'informazione hanno reso noti i legami di alcune di queste ministre con gruppi filo-nazisti. Tra i nomi più controversi quello di Eriko Yamatani (a capo della Commissione Nazionale di Pubblica Sicurezza) che sarebbe legata all'associazione xenofoba anti-coreana Zaitokukai e quelli di Tomomi Inada (sostituita alle Riforme Amministrative ma promossa nell'organigramma del PLD) e Sanae Takaichi (Interni) fotografate insieme al leader neonazista Yamada.  Le tre politiche liberal-democratiche e lo stesso premier Abe fanno parte del gruppo di parlamentari che sostengono l'associazione Nippon Kaigi, organizzazione negazionista rispetto ai massacri portati avanti dall'impero coloniale giapponese ed esaltatrice del passato militarista del Sol Levante.

In ambito agricolo, dopo le proteste dei coltivatori associati a Nouminren, anche il Partito Comunista Giapponese ha ribadito l'assoluta necessità che il governo contrasti il crollo del prezzo del riso. “Se non saranno prese misure di sostegno, molti agricoltori, anche grandi, rinunceranno a coltivare. Ciò farà calare ulteriormente il tasso di autosufficienza alimentare del Giappone” è scritto nell'interrogazione presentata dai parlamentari comunisti al ministro dell'Agricoltura.

Sul fronte lavoro, lo scorso 24 settembre, l'Alta Corte di Hiroshima, annullando una precedente sentenza, ha condannato Mitsubishi Heavy Industries a risarcire alcuni lavoratori ammalatisi di pneumoconiosi. I quattro operai risarciti avevano lavorato in un cantiere navale che operava in subappalto per la multinazionale ed erano stati esposti a polveri pericolose (compresa quella di amianto).

Nel 2011 il tribunale distrettuale di Yamaguchi aveva dato torto ai lavoratori affermando che il livello di polveri non era così elevato da causare la malattia. La Corte di Hiroshima, rovesciando la precedente sentenza, ha condannato Mitsubishi Heavy Industries a pagare un risarcimento complessivo di 80 milioni di yen (circa 582.000 euro).

Sempre nel campo del lavoro, dati governativi mostrano come la percentuale di lavoratori a tempo parziale sia in costante aumento (dal 20,2% del 2000 al 29,4% dello scorso anno), in particolar modo nel commercio (qui i lavoratori part-time rappresentano il 40% della forza lavoro).

L'alto numero di lavoratori a tempo parziale è tra le cause dell'aumento del numero complessivo di lavoratori poveri. I lavoratori i cui introiti annuali sono inferiori ai due milioni di yen sono oltre undici milioni (di essi oltre quattro hanno introiti inferiori al milione di yen) e rappresentano - secondo i dati forniti dall'agenzia delle entrate nipponica - il 24,1% della forza-lavoro nazionale (erano il 17,5% nel 1998).

(con informazioni di Japan Press Weekly 24 – 30 sett. 2014)

Foto ripresa liberamente da tokyobling.wordpress.com

Ultima modifica il Martedì, 14 Ottobre 2014 23:12
Roberto Capizzi

Nato in Sicilia, emiliano d'adozione, ligure per caso. Ha collaborato con gctoscana.eu occupandosi di Esteri.

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