Domenica, 12 Luglio 2015 00:00

Pillole dal Giappone #92 - Lavoratori civili a rischio con l'impiego all'estero delle Forze di Autodifesa

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Rischi di coinvolgimento anche per i civili nei disegni di legge concernenti l'impiego all'estero delle Forze di Autodifesa. In una delle dieci norme, attualmente in fase di discussione nella Dieta, è prevista la possibilità che lo Stato possa richiedere ad imprese private di coadiuvare le FA nelle attività di natura logistica (anche in aree non prossime all'arcipelago nipponico).

“Non posso accettare che i lavoratori dei trasporti possano essere forzatamente usati come strumento per uccidere persone in altre nazioni” ha dichiarato ad Akahata Kazuyuki Akabane, ex Presidente del sindacato dei lavoratori dei trasporti - affiliato a Zenroren – Kenkoro. “E' chiaro come il sole che le unità logistiche saranno il primo obiettivo degli attacchi. Non posso consentire al governo di assegnare lavoratori civili per compiti così pericolosi. Come sindacato continueremo a lottare contro questi disegni di legge” ha proseguito il sindacalista.
A rischio anche la sicurezza nei mari per Takashi Honmo, già impegnato su navi d'alto mare nel Golfo Persico durante la guerra Iran-Iraq e quella degli aerei civili per Hiroya Yamaguchi, ex presidente della Federazione dei Sindacati dei Lavoratori dell'Aviazione, entrambi sentiti dal periodico comunista.

In ambito lavoro, una vittoria è stata ottenuta da un gruppo di apprendisti cinesi impiegati in una industria tessile nella Prefettura di Tokushima. I lavoratori, inseriti nell'ambito del programma internazionale di apprendistato cui aderisce il Giappone, si sono rivolti, lo scorso aprile, al sindacato Zenroren ed agli ispettori del lavoro per reclamare l'ottenimento del salario non corrisposto dall'azienda. Il salario minimo orario previsto nella Prefettura di Tokushima è di 679 yen (poco meno di cinque euro), agli apprendisti - costretti, per altro, a subire orari di lavoro massacranti - venivano corrisposti solamente 350 yen l'ora.
L'intervento del sindacato, e di parlamentari del Partito Comunista  (in particolar modo Akira Koike), ha fatto sì che ai lavoratori venisse restituito il maltolto.
Sono numerosissimi i casi di utilizzo degli apprendisti stranieri in violazione delle norme su orari, salari e salubrità degli ambienti di lavoro.

Non cessano, intanto, di far discutere, le parole pronunciate dallo scrittore Naoki Hyakuta, e da diversi parlamentari liberal-democratici, circa i giornali da “punire”, “distruggere” od affamare, facendo pressione affinché le aziende tolgano loro la pubblicità. Circa 300 persone hanno manifestato, lo scorso 30 giugno, nei pressi del palazzo che ospita gli uffici dei senatori a Tokyo.
Tra i partecipanti Yoko Shima, corrispondente dalla capitale del Ryukyu Shimpo, Eisaku Miyagi, di Okinawa Times ed il Capo della Segreteria comunista Yamashita.
Quelle parole sono “il risultato del loro credere, con arroganza, di poter, liberamente, controllare i media”, aveva affermato a caldo, commentando la vicenda, il Presidente dei democratici Okada. Posizioni di condanna sono giunte persino dal Partito dell'Innovazione.

Proteste e preoccupazioni scuotono anche il mondo dell'università e della scuola circa il tentativo di inserire l'obbligo di esposizione della hinomaru (la bandiera nazionale) e di suonare il Kimigayo (l'inno nazionale). I due simboli nazionali, a causa del loro legame con il passato coloniale del Giappone, sono osteggiati da numerosi insegnanti e sono, da tempo, al centro di uno scontro che si è talvolta trascinato in tribunale a causa delle sanzioni irrogate ad alcuni docenti.
Lo scorso 4 luglio, circa 500 persone hanno partecipato ad una conferenza sul tema, presso l'Università di Tokyo. Le richieste provenienti dal ministro dell'Istruzione Shimomura violano l'articolo 23 della Costituzione (che tutela la libertà accademica) secondo il professor Kenji Ishikawa dell'università della capitale.

In tema nucleare, la Corte Distrettuale di Fukushima, ha riconosciuto TEPCO responsabile del suicidio commesso da un cittadino evacuato a seguito della catastrofe del marzo 2011. L'azienda dovrà risarcire la famiglia di Kiichi Isozachi, sessantasettenne al momento del suicidio con 27 milioni di yen.
E' la seconda sentenza (la prima fu ad agosto dello scorso anno) che riconosce l'azienda elettrica responsabile di un suicidio.

(con informazioni di Japan Press Weekly 1 – 7 lug. 2015)

Ultima modifica il Domenica, 12 Luglio 2015 11:29
Roberto Capizzi

Nato in Sicilia, emiliano d'adozione, ligure per caso. Ha collaborato con gctoscana.eu occupandosi di Esteri.

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