Giovedì, 12 Febbraio 2015 00:00

Selma - La strada per la libertà

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Selma - La strada per la libertà


10 dicembre 1964, Oslo (Norvegia). Martin Luther King (interpretato da un ottimo David Oyelowo), all'epoca trentacinquenne, riceve il premio Nobel per la pace.
King nel suo discorso comunica la speranza di vedere tutte le genti ottenere "istruzione e cultura per la loro mente e dignità uguaglianza e libertà per il loro spirito".

Stati Uniti d'America, primavera 1965.
Un folto gruppo di afroamericani, guidati da King, scelsero la cittadina di Selma in Alabama, nel profondo sud degli Stati Uniti, per manifestare pacificamente (sull'esempio di Gandhi) contro gli impedimenti (e le torture) dei bianchi nell'esercitare il proprio diritto di voto. Le marce furono fatte nel tentativo di forzare la mano al presidente Johnson (Tom Wilkinson). King,mostrato in maniera molto umana era però tutt’altro che disposto a cedere o ad aspettare, anche perchè fra i suoi "fratelli" c'era anche la scuola di pensiero di Malcolm X (Nigel Thatch) che prevedeva una risposta violenta alle intimidazioni dei bianchi.

Domenica 7 marzo 1965 i manifestanti arrivarono alla fine dell’Edmund Pettus Bridge. La polizia, senza alcuna sollecitazione, caricò violentemente uomini, donne, vecchi e bambini, lasciando al suolo un morto e oltre 50 feriti. Una vera “Sunday Bloody Sunday” che arrivò nelle case degli americani provocando una forte ondata di indignazione che portò,pur non senza conseguenze,anche numerosi bianchi a partecipare alla marcia successiva. Fino a che Johnson,"stritolato" dall'opinione pubblica, si decise a votare il Voting Right Act proclamando di fatto la vittoria degli afroamericani.

La storia raccontata da "Selma" restituisce alla politica il suo nobile fondamento. Le scelte di King sono dettate dal bene comune, il suo infallibile istinto gli fa compiere gesti anche impopolari finalizzati all'obbiettivo finale: il riconoscimento dei diritti civili dei neri. Tutto ciò lo differenzia da un politicante (in Italia ne sappiamo qualcosa di mediocrità) definendolo un vero leader politico visionario. Tuttavia il film mostra tutto questo e altro: l'influenza del direttore dell’FBI Edgar J. Hoover (Dylan Baker, il dott.Connors di "Spiderman" di Raimi) e del governatore dell'Alabama Wallace (Tim Roth), l’offerta di aiuto di Malcolm X (assassinato nel febbraio 1965), i contrasti interni al movimento (stile dissidenti del Pd o del Movimento 5 stelle), i drammi umani, la violenza, la grande forza e il coraggio di uomini disposti a morire pur di vedere affermati i propri inalienabili diritti di esseri umani.
Come cartina di tornasole, possiamo capire l'importanza dell'opera in tempi di avvicinamento alla stagione degli Oscar: l'Academy ha perso la grossa occasione di nominare per la prima volta nella storia una donna afroamericana (Ava DuVernay) alla miglior regia. Così come disturba l'assenza di David Oyelowo tra le nomination come miglior attore protagonista. Ed è strano visto che solitamente questo genere di film vengono sempre premiati (vedi "Lincoln" di Spielberg e "12 anni schiavo" di Steve McQueen).

Anche se, ironia della sorte, la pellicola è, per scrittura e produzione, inglese.
Cosa non da poco, considerato che la regista è afroamericana e nel cast ci sono molti nomi americani (di colore e non) tra cui spiccano le partecipazioni della conduttrice Oprah Winfrey (da sempre attiva nel versante diritti civili dei neri) e del "liberal" Martin Sheen. Ma si sa per vincere, bisogna essere maschi, bianchi, di bell'aspetto e con una certa dote politica ed economica.
Inoltre "Selma" ha il pregio non indifferente di rinfrescare le idee allo spettatore servendogli, a livello umano e politico, alcuni aspetti per scardinare un sistema avverso. L'America non è un Paese democratico e ancora oggi il problema razziale è particolarmente sentito e attuale, nonostante il Presidente Obama sia un afroamericano. Ecco perchè l'attestato di stima del più grande regista nero (Spike Lee) a Ava DuVernay è più che un semplice complimento.
In fondo "Selma" riunisce grandi temi e, in ottica cinematografica, grandi film della storia americana del passato: c'è molto "Mississippi Burning" di Alan Parker, passando per il già citato "Lincoln" oltre che ad alcune opere di Spike Lee come "Malcolm X", "Jungle Fever" e "Fa' la cosa giusta".
Senza dimenticare il film su Gandhi (quello di Richard Attenborough – 1982) che ha forti convergenze con Martin Luther King. Così come Nelson Mandela a cui sono stati dedicate varie pellicole: da "Il colore della libertà" di Billie August a "Invictus" di Clint Eastwood, passando per "Mandela: Long walk to freedom" (inedito in Italia, recensito qui ).

"Ho un sogno: che un giorno questa nazione si sollevi e viva pienamente il vero significato del suo credo,cioè che tutti gli uomini sono stati creati uguali" – diceva Martin Luther King.
Perché alla fine l'importante, costi quel che costi, è restare umani.

TOP: i temi del film,la descrizione accurata della storia (con documenti dell'epoca),le interpretazioni di Oyelowo e Wilkinson,la fotografia efficace al racconto

FLOP: ci sono molti dialoghi e in alcune parti la storia è un po' "fiacca"

SELMA – LA STRADA PER LA LIBERTA' (Gran Bretagna 2014)
Regia: Ava DuVernay
Sceneggiatura: Paul Webb
Cast:David Oyelowo,Tom Wilkinson,Cuba Gooding Jr, Dylan Baker, Tim Roth, Oprah Winfrey,Giovanni Ribisi,Martin Sheen
Fotografia: Bradford Young
Durata: 2 h e 8 minuti
Prodotto e distribuito da Notorious Pictures

2 Nomination agli Oscar
Miglior film, miglior canzone ("Glory" di John Stephens e Lonnie Lynn)

VOTO: ****

Ultima modifica il Mercoledì, 11 Febbraio 2015 23:05
Tommaso Alvisi

Nato a Firenze nel maggio 1986, ma residente da sempre nel cuore delle colline del Chianti, a San Casciano. Proprietario di una cartoleria-edicola del mio paese dove vendo di tutto: da cd e dvd, giornali, articoli da regalo e quant'altro.

Da sempre attivo nel sociale e nel volontariato, sono un infaticabile stantuffo con tante passioni: dallo sport (basket, calcio e motori su tutti) alla politica, passando inderogabilmente per il rock e per il cinema. Non a caso, da 9 anni curo il Gruppo Cineforum Arci San Casciano, in un amalgamato gruppo di cinefili doc.

Da qualche anno curo la sezione cinematografica per Il Becco.

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