Sabato, 26 Aprile 2014 00:00

Il diritto alla salute: dalla Costituzione allo stile di vita

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L'Italia non è un paese noto nel mondo per la qualità dell'informazione, anche per quanto riguarda l'ambito scientifico. Ogni dibatto sulle questioni etiche, a livello diffuso, degenera spesso in un confronto tra fedi diverse, che si scontrano attraverso formule di propaganda.

Il «Comitato nazionale per la bioetica» è una delle realtà meno ascoltate, nonostante dal marzo del 1990 svolga funzioni di consulenza e informazione per Governo e Parlamento. Recentemente il CNB ha diffuso un breve documento, per evidenziare la correlazione tra gli stili di vita degli individui e il diritto alla salute riconosciuto dalla Costituzione italiana.

La necessità di favorire corrette scelte da parte dei cittadini italiani viene descritta come prioritaria, poiché la sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale e dei Sistemi Sanitari Regionali «dipendono e dipenderanno da un forte impegno nel promuovere il più possibile la prevenzione primaria al fine di ridurre il numero, l’incidenza e la gravità delle malattie».

Invece per la sanità si prevedono continui tagli e nessun reale investimento per rinnovare i servizi attraverso la creazione di una rete di prossimità, incentrata sulla prevenzione più che sulla cura.

Qualche pagina con indicazioni di buon senso può apparire surreale rispetto a quanto si discute nel nostro paese. In una nazione in cui ancora si dibatte del crocifisso nelle classi, l'invito a creare un sistema educativo permanente, che informi gli studenti sin dalle scuole primarie sulle modalità di un corretto stile di vita, appare un gesto rivoluzionario.

Il Comitato tenta di spiegare il valore di quanto scrive anche in termini economici: un paese in cui si vive bene è un paese in cui la collettività spende meno in cure e può investire in altro (o abbassare le tasse).

A un bambino serve più la tutela della "forma tradizionale della famiglia" o una rete che fornisca ai genitori (o al genitore) le giuste indicazioni pediatriche, per poi affiancargli il sistema scolastico di cui sopra?

Anche l'educazione sessuale rappresenta un passaggio fondamentale: in Italia c'è ancora chi pensa che spiegare per tempo alle nuove generazioni la necessità di utilizzare contraccettivi favorisca il sesso (come se poi questa attività fosse un problema sociale).

Il comitato cita anche il conflitto di interessi dello stato rispetto alle sostanze che causano dipendenza, aggiungendo in nota un dettaglio che in molti tendono a sottovalutare: tabacco e alcol «rappresentano oltre il 12% del peso globale delle malattie e circa il 18% della mortalità totale per anno», mentre il peso in termini di mortalità delle droghe illecite è minore (pensate all'incostituzionalità della legge Fini-Giovanardi).

Ci sarebbe poi da favorire una corretta attività sportiva, variando l'offerta di spazi in cui praticare diverse discipline, non per forza esasperando l'aspetto agonistico.

Nel documento è riportato anche un richiamo alla responsabilità sociale delle aziende, con cui concordare una battaglia sull'alimentazione, per segnalare i prodotti a maggiore rischio (alcuni esempi: bevande con alti livelli di zucchero, diete errate, fast food).

Esiste un tipo di società verso cui le politiche dei vari enti governativi e locali dovrebbero orientarsi, ricercando un equilibrio tra la libertà individuale e la corretta informazione verso modelli auspicati.

Ci sono due elementi che vengono ricordati lungo tutto lo svolgimento dell'elaborato: il rispetto delle scelte del singolo e ricercare costantemente una «conoscenza basata sull‟evidenza scientifica».

In un periodo storico in cui stanno avanzando forme di sanità integrativa e privata, in cui manca drammaticamente una corretta informazione scientifica, un documento semplice e breve acquista un enorme valore, che con alta probabilità andrà perduto.

Immagine liberamente tratta da bargainlifestyle.com

Ultima modifica il Sabato, 26 Aprile 2014 00:07
Dmitrij Palagi

Nato nel 1988 in Unione Sovietica, subito prima della caduta del Muro. Iscritto a Rifondazione dal 2006, subito prima della sconfitta de "la Sinistra l'Arcobaleno". Laureato in filosofia, un dottorato in corso di Studi Storici, una collaborazione attiva con la storica rivista dei macchinisti "ancora IN MARCIA".

«Vivere in un mondo senza evasione possibile dove non restava che battersi per una evasione impossibile» (Victor Serge)

 

www.orsopalagi.it
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