Domenica, 08 Dicembre 2013 00:00

Sciopero Ataf: un primo bilancio (intervista a Nannini)

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A Firenze il fine settimana delle primarie è anche il week-end in cui gli autobus tornano a circolare regolarmente in tutta la città.Dopo due giorni di sciopero «illegittimo» e «illegale», secondo il management dell'Ataf. Con la stessa amministrazione Renzi che è entrata a gamba tesa, attraverso tweet che ben poco hanno avuto di istituzionale. E con possibili strascichi giudiziari: 612 autisti sono stati denunciati per aver scioperato venerdì, violando la precettazione disposta dal prefetto Luigi Varratta. Denunce che si aggiungono a quelle scattate nei confronti degli oltre 450 addetti dell'azienda che avevano incrociato le braccia durante le fasce di garanzie previste nel corso dello sciopero di giovedì, con l'ipotesi di reato di interruzione di pubblico servizio. Contro i loro dipendenti la dirigenza Ataf annuncia anche sanzioni amministrative e disciplinari. Eppure i lavoratori, agli occhi dell'opinione pubblica, hanno vinto questa battaglia. L'assemblea permanente ha dato l'ok, venerdì sera, a una proposta di accordo accettata poche ore prima dall'azienda.

La persona giusta a cui chiedere un primo bilancio è Alessandro Nannini, che oltre ad esse il coordinatore della Rsu è anche un volto storico degli autoferrotranvieri fiorentini e dei Cobas.

1) Tornano a girare gli autobus per la città. Soddisfatto di questi due giorni di lotta?

Soddisfatto, soprattutto di aver ritrovato l’unità tra i lavoratori, sbaragliando il campo e stoppando un’azienda che voleva disdire accordi e spacchettarci. La battaglia continua. Sono contento che i lavoratori siano tornati protagonisti. Ogni documento è passato dall’assemblea permanente. Io ho fatto esclusivamente da portavoce: loro mi dicevano cosa dire ed io riferivo. Con questo metodo dobbiamo continuare fino a febbraio. Abbiamo sbaragliato il concetto di delega, proprio dei sindacati confederali.

2) Non è che un primo momento di accordo, più che un punto di arrivo. Cosa avete ottenuto?

L’azienda ha revocato la disdetta degli accordi e ora si apre un tavolo di trattativa, da portare avanti fino al 31 di gennaio. Se non si trova un accordo i dirigenti saranno autorizzati a riproporre la disdetta, e noi saremo autorizzati a ricominciare la vertenza. Intanto abbiamo fermato lo “spacchettamento” di Ataf, almeno fino alla prossima gara regionale. Siamo anche riusciti a mantenere i livelli retributivi e i livelli occupazionali: non si parla più di esuberi. Una delle poche cose negative è che abbiamo perso metà premio di risultato. Poi vedremo. Se ci ritroveremo di nuovo da capo... verso marzo si ricomincia.

3) Non è stata una vertenza solo cittadina. Non tanto per il precedente di Genova, quanto perché anche nel resto della Toscana si sono mobilitati i vostri colleghi, a partire dagli scioperi di Pisa e Livorno.

Uno dei soci di Ataf è CAP, società pratese. Quest'ultima è stata protagonista nella nascita di Ctt Nord, che opera anche a Livorno e Pisa. Le scelte aziendali che abbiamo contrastato non riguardavano solo Firenze, ma volevano incidere sul costo del lavoro a livello regionale.

4) Vi accusano di avere fatto uno sciopero politico, per indebolire Renzi.

Allora saremmo rimasti in mobilitazione fino al 9 di dicembre, guardando alle primarie. Il primo sciopero di questa vertenza lo abbiamo fatto il 18 di ottobre, dopo aver saputo della disdetta degli accordi, che è arrivata il 30 di settembre. Il sindaco allora non aveva ancora deciso cosa fare da grande.

L'intervista è stata realizzata per "il manifesto" dell'8 dicembre. Ringraziamo di nuovo il nostro direttore Chiari per l'opportunità.

Foto di Alessandro Biagianti ripresa liberamente da Google Immagini

Ultima modifica il Domenica, 08 Dicembre 2013 11:39
Dmitrij Palagi

Nato nel 1988 in Unione Sovietica, subito prima della caduta del Muro. Iscritto a Rifondazione dal 2006, subito prima della sconfitta de "la Sinistra l'Arcobaleno". Laureato in filosofia, un dottorato in corso di Studi Storici, una collaborazione attiva con la storica rivista dei macchinisti "ancora IN MARCIA".

«Vivere in un mondo senza evasione possibile dove non restava che battersi per una evasione impossibile» (Victor Serge)

 

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