Mercoledì, 12 Marzo 2014 00:00

La resistibile ascesa di Arturo Ui, la tragedia che si fa farsa

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Sono fermamente convinto che i problemi del presente siano anche il frutto del fatto che la sinistra, i comunisti, abbiamo smesso di essere anche organizzatori e diffusori di cultura fra le masse, cultura tout court, non solamente cultura politica.

Anche noi ci siamo cullati nel culto di una visione della cultura e della politica tutta giocata sull’immagine, cioè sul fatto che basti “apparire” per “essere”, che la riflessione razionale su fatti e cose, lo studio delle questioni, la ricerca di soluzioni ai problemi della società e del Paese siano da affidarsi esclusivamente agli “esperti” e che alla massa del popolo non rimanga che “tifare” per  le diverse ricette miracolistiche “prét a porter” proposte dall’uomo della provvidenza di turno.

Come ci sono donne e uomini che ingurgitano cibo spazzatura nei fast food in nome del “non perdere tempo a tavola”, così ci sono donne e uomini che ingurgitano qualsiasi politica in nome del “non perdere tempo ad informarsi e pensare”.

La televisione, ma anche i social network, hanno consentito l’ascesa di personaggi come Berlusconi, Grillo, Renzi, con il loro variegato contorno di figure minori, nonostante che televisione e social network possano essere in potenza anche formidabili strumenti di cultura, di buona informazione e di intrattenimento educativo, come pure talvolta è stato nel passato. 

A questa situazione non vi è altra soluzione che tornare ad essere organizzatori, diffusori e utilizzatori di cultura, con una visione però articolata nell’utilizzo dei diversi strumenti di comunicazione: il libro e il computer, la Tv e il cinema (in sala), presenziare fisicamente alle iniziative collettive e utilizzare i social network individualmente, il tutto senza eccessi, in maniera non compulsiva, così che ciascuno mantenga la propria capacità critica.

In definitiva la conoscenza, la cultura, l’informazione vanno assunte come il cibo: con calma dall’antipasto all’ammazzacaffè, variando i piatti, e in compagnia, che mangiare da soli è triste.

Quanto premesso mi serve per consigliare un libro, dove si parla di Berlusconi, Grillo, Renzi e compagnia gasparrando e nardellando, senza però mai nominarli, anche perché è stato scritto nel 1941, il riferimento intenzionale dell’autore è ad un’altra figura, macchiettistica per certi versi anche se ben più tragica (per gli altri): quella di Adolf Hitler. A questo proposito forse è necessaria una breve digressione che forse non c’entra con il resto, si dice, ripeto si dice, che non sia stato Chaplin ad ispirarsi ad Hitler nel suo film “Il Dittatore”, ma il caporale austriaco ad ispirarsi a Charlot per costruire il suo successo presso le masse.

Il libro è un testo teatrale dal titolo: “La resistibile ascesa di Arturo Ui”, l’autore è Bertold Brecht, un’edizione italiana è uscita nel 1973 per Einaudi, nel 2011 è uscita un’edizione della casa editrice Ponte Sisto al prezzo abbordabilissimo per chiunque di soli 5 euro.

Arturo Ui è un malavitoso nella Chicago degli anni trenta che nei modi consueti ascende a capo indiscusso del racket del cavolfiore, circondato da personaggi che intenzionalmente ricordano i fedelissimi di Hitler; da notare anche che i personaggi sono chiaramente, come indicano i nomi, degli italiani, non sappiamo se in relazione a Al Capone o a Benito Mussolini.

La lezione politica, nel senso pieno del termine, è già nel titolo con quel “resistibile” che denuncia come l’ascesa di Hitler potesse essere facilmente fermata se ciò fosse stata l’intenzione dei veri detentori del potere: il capitalismo tedesco.

Anche oggi siamo in presenza di “resistibili” ascese, solo che oggi la tragedia si è tramutata in farsa, e allora perché qualcuno non scrive anche solo uno straccio di canovaccio di una farsa che denunci questa farsa?

In quanto al rappresentarla sul palcoscenico propongo alcuni attori, nei ruoli principali: Berlusconi, Grillo, Renzi, che del resto hanno tutti avuto, chi più (Grillo) chi meno frequentazioni teatrali o televisive; nei ruoli minori: Gasparri, Casaleggio, Nardella, ecc., ecc. ecc.; una particina per Civati, guest star Cristopher Lee, no dite!? Meglio Massimo Dalema d’accordo!

Immagine tratta liberamente da riotactinc.org

 

Ultima modifica il Lunedì, 29 Gennaio 2018 11:23
Francesco Draghi

Francesco Draghi, nel Partito Comunista Italiano prima e dalla sua fondazione nel PRC, ha ricoperto in entrambi incarichi di direzione politica, è stato amministratore pubblico.

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