Venerdì, 03 Agosto 2018 00:00

Io, Dio e Bin Laden... scansando la noia

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Io, Dio e Bin Laden... scansando la noia

Chi scrive non è forse la persona più adatta a scrivere di Io, Dio e Bin Laden. Prima di vederlo ho dato la precedenza agli improbabili Skyscraper e Le ultime 24 ore (magari ci sarà spazio di scriverne in un altro articolo).

Comunque questa pellicola di Larry Charles (arrivato al successo grazie a Borat) evita di rinchiudersi esclusivamente tra il demenziale e l'assurdo.
Il grottesco si affianca a una storia vera, quella di Gary Faulkner. Già dipendente nel campo dell'edilizia ha tentato per quasi una decina di volte di recarsi in Pakistan per catturare Osama Bin Laden e portarlo negli Stati Uniti per essere processato. Una breve sintesi della sua avventura si può trovare nell'intervista fatta al personaggio reale da David Letterman (qui).
 
La pellicola si affida quasi esclusivamente alla recitazione del protagonista assoluto: Nicolas Cage. Resta sullo sfondo, ma si lascia intuire, il contesto del trauma dopo 11 settembre e l'ossessione per la figura di Bin Laden, decisamente tramontata da qualche anno, ancora prima di finire per essere assassinata dalle forze speciali statunitensi, sotto l'amministrazione Obama (falsa notizia per Faulkner).

Il gioco comico sta nella motivazione profonda che muove il giustiziere solitario (che si aggira per i paesaggi asiatici con una katana): un dialogo diretto con Dio (dovuto ad allucinazioni causate da carenza renale e dall'assenza di dialisi).

Si può ridere di una figura drammatica realmente e ancora in vita? Fino a un certo punto. Si poteva forse giocare più sul come sia possibile che una persona sola si ritrovi a compiere le gesta di un pazzo a giro per il globo, in un campo delicato quale quello del terrorismo internazionale.
La CIA appare, ma funziona meno della dimensione divina.
 
Forse c'è dell'imbarazzo, nel non potersi spingere troppo oltre nello stile della derisione e nel non voler abbracciare una dimensione esplicitamente impegnata.
 
Parte della critica ama scatenarsi contro Cage, ma in questo caso (come forse sarà nel prossimo Mandy, vedi qui) c'è da ringraziare di avere almeno lui. 

La recitazione (anche dei comprimari) trasmette una instabilità dovuta a fragilità, mentre per il resto (sceneggiatura, regia, fotografia, montaggio) si va sul lineare, toccando punte di noia.

Peccato, ma per fortuna non ci si è lasciati andare completamente al non-senso.

Mentre appaiono improbabili un'imprecisione e una critica della stampa italiana: Faulkner non manifesta alcuna intenzione di uccidere Bin Laden - anzi - e l'assenza di riferimenti a Trump è forse - forse eh - dovuta al fatto che il film è del 2015/2016, ma arriva nel nostro Paese con un po' di ritardo...


Io, Dio e Bin Laden

Titolo originale: Army of One

Produzione e anno: USA

Anno: 2016 (USA), distribuito nel 2018 in Italia

Regia: Larry Charles

Sceneggiatura: Rajiv Joseph, Scott Rothman

Cast: Nicolas Cage, Russel Brand, Wendi McLendon-Covey, Rainn Wilson, Denis O'Hare, Matthew Modine, Will Sasso

Distribuzione: Koch Media

Trailer: youtu.be/uHz1mImlvbQ


Locandina ripresa liberamente da mr.comingsoon.it, immagine di copertina liberamente ripresa da cdn1.thespacecinema.it 

Ultima modifica il Giovedì, 02 Agosto 2018 16:01
Dmitrij Palagi

Nato nel 1988 in Unione Sovietica, subito prima della caduta del Muro. Iscritto a Rifondazione dal 2006, subito prima della sconfitta de "la Sinistra l'Arcobaleno". Laureato in filosofia, un dottorato in corso di Studi Storici, una collaborazione attiva con la storica rivista dei macchinisti "ancora IN MARCIA".

«Vivere in un mondo senza evasione possibile dove non restava che battersi per una evasione impossibile» (Victor Serge)

 

www.orsopalagi.it
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