Sabato, 20 Settembre 2014 00:00

Pillole dal Giappone #51 - Rimpasto nel governo Abe

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Un pesante rimpasto ha interessato lo scorso tre settembre il governo Abe ed il Partito Liberal-Democratico. Tra le più importanti novità il cambio alla segreteria del PLD. L'ex Segretario - e rivale interno al partito di Abe – Ishiba entra nel governo come ministro del nuovo dicastero delle Zone Speciali Strategiche Nazionali vendendo sostituito nel suo incarico di partito da Sadakazu Tanigaki che lascia il Ministero della Giustizia.
La nomina di Tanigaki, insieme a quella di Toshihiro Nikai alla guida del Consiglio Nazionale del PLD, è secondo molti un segnale di distensione nei confronti della Cina, avendo i due politici conservatori buoni rapporti con il governo di Pechino.

Sostituiti tra gl'altri anche il ministro degli Interni Shindo e quello della Sanità, Lavoro e Welfare Tamura. Confermati Taro Aso alle Finanze e Kishida agl'Esteri.
Un rimpasto giudicato negativamente dal Presidente dei democratici Kaieda e dal Segretario del PCG Yamashita. Quest'ultimo in particolare ritiene che questo rimpasto rafforzi le linee più militariste e liberiste all'interno dei liberal-democratici.

Continua intento l'opposizione della popolazione della Prefettura di Okinawa rispetto alla progettata nuova base nel distretto di Henoko nella città di Nago. Le recenti elezioni locali (consiglio cittadino di Nago e paesi limitrofi) hanno segnato una forte crescita dei comunisti ed in generale delle forze contrarie alla nuova base e la sconfitta della coalizione PLD-Nuovo Komeito.
L'Assemblea della Prefettura il 3 settembre ha inoltre votato a maggioranza una mozione che chiede al governo di ritirare il proprio consenso all'operazione.

In ambito nucleare alcuni vulcanologi sentiti dall'Agenzia Regolatrice sul Nucleare hanno espresso il loro parere contrario alla prevista riattivazione dell'impianto di Satsumasendai di proprietà della Kyushu Electric Power Company.
L'Agenzia, pur riconoscendo il pericolo di attività vulcaniche nell'area ha avanzato in una propria relazione la possibilità che in caso di segnali che preannuncino eruzioni la compagnia elettrica potrà interrompere l'attività dell'impianto e condurre fuori il combustibile nucleare. Un rischio, questo, per gli esperti che hanno affermato l'impossibilità di prevedere quando e con quale intensità potranno verificarsi eruzioni.
Intanto la società proprietaria dell'impianto di Fukushima (TEPCO) ha deciso di non presentare appello rispetto alla sentenza di risarcimento cui era stata condannata e che aveva riconosciuto la società colpevole in un caso di suicidio commesso da una cittadina di Kamawata che era stata sfollata in seguito alla catastrofe del marzo 2011.
La società è stata inoltre recentemente chiamata in giudizio anche da quattro lavoratori di ditte che stanno eseguendo – in subappalto – lavori nel tristemente famoso impianto. I ricorrenti lamentano il non pagamento delle indennità dovute a chi svolge lavori pericolosi. I lavoratori affermano che le aziende subappaltatrici ricevono le somme destinate a queste indennità ma non le liquidano agli aventi diritto e che di tale pratica la TEPCO è a conoscenza.

In tema di lavoro anche quest'anno è stato assegnato il “premio” alle “Black Corporation”, le aziende, cioè, con le peggiori condizioni lavorative. Il singolare riconoscimento, attribuito da una giuria di giornalisti ed attivisti sindacali quest'anno è toccato alla catena di magazzini per l'elettronica Yamada Denki ed è dovuto ai suicidi lavoro-correlati avvenuti in azienda negli scorsi anni.

(con informazioni di Japan Press Weekly 3 – 9 sett. 2014)

foto Satoru Semba

Ultima modifica il Venerdì, 19 Settembre 2014 14:49
Roberto Capizzi

Nato in Sicilia, emiliano d'adozione, ligure per caso. Ha collaborato con gctoscana.eu occupandosi di Esteri.

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