Domenica, 23 Ottobre 2016 00:00

Pillole dal Giappone #156 – Ricerca: il premio Nobel Osumi critica il governo

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Se a livello nazionale, complice una legge elettorale ipermaggioritaria, le forze dell'opposizione non riescono ad affermarsi, migliori fortune per i progressisti arrivano dalle elezioni locali. Dopo il successo ottenuto lo scorso luglio a Kagoshima - con la vittoria dell'ex giornalista Mitazono - Partito Comunista, Partito Socialdemocratico e Partito Liberale (nuova denominazione del Partito della Vita del Popolo di Ichiro Ozawa) hanno conquistato, il 16 ottobre, la Prefettura di Niigata.
Ad ottenere la carica di Governatore è stato Ryuichi Yoneyama, medico e fermo oppositore alla riattivazione della centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa (impianto di proprietà di TEPCO per il quale la società ha richiesto all'Agenzia Regolatrice l'autorizzazione alla riapertura). Yoneyama ha ottenuto 528.000 voti (pari al 52,2%) superando di circa 60.000 preferenze Tamio Mori - ex sindaco di Nagaoka ed appoggiato dal Partito Liberal-Democratico - fermo al 45,9%. In netto aumento, al 53,05%, l'affluenza (alle precedenti consultazioni, nel 2012, era stata del 43,95%).

Le forze dell'opposizione hanno anche convenuto, durante una riunione tra i quattro segretari avvenuta lo scorso 5 ottobre, di sostenere candidati comuni nelle elezioni suppletive (che si terranno in un collegio di Tokyo ed in uno di Fukuoka) del prossimo 23 ottobre. I candidati alla carica di deputato che saranno appoggiati dall'arco progressista sono i democratici Yosuke Susuki e Fumiko Arai.

Sempre il 5 ottobre si è tenuta una manifestazione contro le leggi belliciste approvate dalla maggioranza conservatrice lo scorso anno promossa da un gruppo di 29 associazioni e movimenti civici guidati dal sindacato Zenroren. Il gruppo-ombrello ha anche annunciato di aver raccolto in calce alla propria petizione per l'abolizione delle modifiche di legge 15.800.000 firme.

Opposizione unita anche nella richiesta di dimissioni del ministro dell'Agricoltura, Yuji Yamamoto, che, lo scorso 18 ottobre, ha dichiarato, durante una seduta della Commissione Regolamento della Camera dei Rappresentanti (Commissione che decide, tra le altre cose il calendario d'Aula) di essere andato alla seduta “soltanto perché Tsutomu Sato (il liberal-democratico che preside l'organo) ha già fissato il percorso di approvazione del disegno di legge connesso al TPP”.
“Questo clima non permette discussioni serene” ha affermato Junya Ogawa del Partito Democratico. “Vi è un'arroganza basata sulla sensazione che tutto ciò passerà in forza dei numeri” per il comunista Keiji Kokuta. Critiche alle parole di Yamamoto sono arrivate anche dagli alleati del Nuovo Komeito: “spero che stia attento a non ripetere nuovamente tali inopportuni commenti” ha affermato il suo Presidente Natsuo Yamaguchi. Per protesta le opposizioni hanno anche boicottato la seduta della Commissione Affari Interni del 20 ottobre.
Una manifestazione, che ha visto la partecipazione di circa 8.000 persone, per chiedere lo stop al processo di ratifica del TPP si era svolta a Tokyo il 15 ottobre.

Intanto, proseguono le schermaglie e gli “sgambetti” diplomatici sul fronte tiepido del Mar Cinese Meridionale. Secondo fonti stampa, infatti, dopo aver fornito in uso gratuito 6 navi militari al Vietnam, aver stretto accordi per forniture di navi con le Filippine, il Giappone si appresta ora a dotare di due grandi navi (90 metri di lunghezza) la Guardia Costiera della Malaysia.
L'azione è parte, con ogni evidenza, del piano di contenimento nei confronti della Repubblica Popolare Cinese operato dal Sol Levante (anche se è avvenuta una distensione nei rapporti tra Cina e Filippine culminata con la recente visita del Presidente Duterte a Pechino).
Frattanto, la ministra della Difesa, l'ultranazionalista Tomomi Inada, ha rifiutato, durante la seduta della Commissione Bilancio della Camera alta, di ritrattare una propria dichiarazione del 2011 nella quale affermava che il Sol Levante doveva considerare l'opzione di possedere armi nucleari. Ad interrogare la ministra sul tema era stato il senatore democratico Shinkun Hako.
Ed ha risposto con una battuta, il premier Abe, circa la contestazione, proveniente dai comunisti sulla prosecuzione della partecipazione alla missione UNMISS in Sudan del Sud da parte del Giappone. “La situazione nel Sudan del Sud è, naturalmente, più pericola che a Nagatacho” ha risposto Abe alla deputata comunista Chizuko Takahashi. Nagatatacho è il distretto di Tokyo nel quale hanno sede gli uffici del governo e della Dieta. Il governo ha deciso, lo scorso 12 ottobre, di sospendere l'assegnazione di nuovi compiti alle Forze di Autodifesa presenti nella nazione africana anche se non intende discutere l'opzione del ritiro.

In ambito istituzionale, durante un colloquio con i giornalisti tenuto in occasione del suo ottantaduesimo compleanno l'Imperatrice Michiko in merito all'intenzione del consorte di abdicare ha affermato che “se un'importante decisione riguardante la Casa Imperiale andrà presa, i primi a dover essere coinvolti saranno coloro che sono più prossimi in linea di successione” e che ha sentito “con timore e rispetto” il discorso pronunciato dal marito in agosto. Discorso che è avvenuto “dopo aver affrontato a fondo la questione con il principe ereditario (Naruhito ndr) e il principe Akishino (il figlio più giovane)” e che, tuttavia, è stato per lei “uno shock vedere le parole seizen taii (letteralmente “abdicazione quando si è ancora in vita”) scritte a grandi caratteri sulle prime pagine dei giornali”.
E' la prima volta che ufficialmente la famiglia imperiale pone la questione dell'abdicazione di Akihito. Nel suo discorso di agosto, infatti, l'Imperatore non ha mai pronunciato la parola. Il mondo politico intanto si interroga, già in questa sessione ordinaria della Dieta, circa la possibilità di una modifica della Legge sulla Casa Imperiale del 1947 che consenta all'ottantaduenne Imperatore di lasciare il proprio incarico.

Sempre in ambito istituzionale, la Corte Suprema ha dichiarato, lo scorso 14 ottobre, che le elezioni per il rinnovo parziale della Camera dei Consiglieri, si sono tenute in una “situazione di incostituzionalità”. A motivare la sentenza, che comunque non invalida il risultato elettorale, è stata la disparità di voti necessari ad eleggere un senatore esistente tra i vari collegi (con differenze che arrivano fino al triplo dei voti in alcuni distretti elettorali).

In tema di ricerca scientifica, critiche nei confronti del governo sono arrivate dal neopremio Nobel per la Medicina Yoshinori Osumi. “L'ambiente della ricerca è peggiorato. Se la situazione rimane così il Giappone non avrà altri premi Nobel nei prossimi dieci o vent'anni”, ha dichiarato lo scienziato.
I tagli alla ricerca incidono soprattutto sui lavoratori: l'Università di Hokkaido prevede una riduzione delle spese per il personale pari allo stipendio di 205 docenti entro il 2021 mentre quella di Niigata ha sospeso per due anni le assunzioni di nuovi professori. Più grave la situazione all'Università del Tohoku la quale prevede di non rinnovare il contratto di circa 3.200 lavoratori a tempo determinato.

(con informazioni di Japan Press Weekly 05 - 11 ott. e 12 – 18 ott. 2016; kunaicho.go.jp; japantimes.co.jp)

Ultima modifica il Domenica, 23 Ottobre 2016 09:51
Roberto Capizzi

Nato in Sicilia, emiliano d'adozione, ligure per caso. Ha collaborato con gctoscana.eu occupandosi di Esteri.

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