Venerdì, 19 Aprile 2013 21:11

Maggio Fiorentino: non lasciamolo morire

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In questi giorni che stiamo vivendo, nei quali la maggior parte degli italiani è impegnata nel tentativo di interpretare il bizzarro atteggiamento dei parlamentari riuniti a Montecitorio, nella nostra Firenze la tensione si sta alzando. Parliamo ancora una volta del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino: dal momento che il tempo continua a scorrere con la sua imperterrita inesorabilità, anche la data indicata dal Commissario Francesco Bianchi come fine ultimo per il salvataggio della Fondazione si avvicina.

Questa mattina il Commissario del Maggio ha comunicato che i sindacati saranno convocati lunedì prossimo, 22 aprile, alle 9 di mattina. E sarà proprio lunedì che capiremo l'andazzo della trattativa.

In ballo c'è difatti il destino di 348 lavoratori, portatori di un bagaglio di competenze e cultura inestimabile. Ed è proprio questo patrimonio inestimabile che i componenti dell'RSA dovranno difendere a tutti i costi dal tentativo di smantellamento preannunciato da Bianchi. Si parla difatti della necessità di un taglio di 6 milioni di euro da effettuare principalmente attraverso il taglio dei contratti integrativi e, in seguito, ad un ridimensionamento del personale. E' impensabile che tali condizioni possano essere accettate: non solo perché tagliando gli integrativi si va a cancellare il 40% degli stipendi dei dipendenti del Maggio Musicale (l'ultimo rinnovo del contratto nazionale risale ad anni fa) ma soprattutto perché per l'ennesima volta si farebbe pagare la cattiva gestione della Fondazione esclusivamente ai lavoratori. Che si tratti di cattiva gestione è infatti innegabile: tra stipendi di dirigenti alle stalle e bilanci che sono stati in pareggio per l'ultima volta nel 1999, il Maggio Musicale Fiorentino ha accumulato negli anni un buco di 35 milioni di euro. Ed è proprio questo il motivo per il quale i rappresentanti sindacali si presenteranno all'incontro con Francesco Bianchi chiedendo innanzitutto che le buste paga degli alti dirigenti della Fondazione vengano rese pubbliche, così da riuscire a spalmare i tagli e i sacrifici necessari anche su chi guadagna di più (ricordiamoci che i dipendenti hanno già rinunciato al proprio TFR, hanno accettato accordi sugli esuberi e sull'aumento delle ore lavorative a parità di stipendio).

Per quanto sia drammatica la situazione, si può però affermare con certezza che i lavoratori del Maggio Musicale non sono soli. A partire dall'appello pubblico fatto dal maestro Zubin Metha, il quale ha dichiarato “Io, straniero innamorato dell'Italia, vi invito, vi supplico, scrivete tutti al governo perché non tagli i finanziamenti alla cultura”, le dimostrazioni di solidarietà si sono moltiplicate. Se Firenze ha cominciato a seguire con apprensione il destino del suo Maggio Musicale quando i lavoratori hanno girato la città con il loro camper per protestare contro il licenziamento in tronco di undici persone per mano di Renzi, oggi queste iniziative si sono moltiplicate. Nel gruppo Facebook “Noi che vogliamo che il Maggio Musicale Fiorentino non chiuda”, che nel giro di pochi giorni già viaggia verso le 20.000 adesioni, già si parla di trasportare la solidarietà dall'etere al mondo reale: ed è così che si cercano idee per un posto abbastanza grande da ospitare un'assemblea pubblica e si propone la costituzione di un'associazione in difesa della Fondazione.

Dimostrazione lampante che del fatto che Firenze non è disposta a fare a meno del suo Maggio.

Immagine da: www.firenzetoday.it

Ultima modifica il Sabato, 20 Aprile 2013 00:04
Diletta Gasparo

"E ci spezziamo ancora le ossa per amore
un amore disperato per tutta questa farsa
insieme nel paese che sembra una scarpa"

Cit.

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