Sabato, 23 Dicembre 2017 00:00

Il 2017 della Scienza

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Il 2017 della Scienza
Onde gravitazionali, intelligenza artificiale, terapie geniche e la nuova corsa allo spazio; questa è stata la scienza in questo anno ormai arrivato al capolinea

Visto che anche il 2017 sta approcciando la sua conclusione, anche questa rubrica scientifica non può evitare di fare il più classico dei resoconti sugli avvenimenti dell’anno! Anche se sicuramente (e giustamente) quest’anno verrà ricordato principalmente per l’osservazione delle onde gravitazionali generate dalla fusione di due stelle a neutroni, ciò non vuol dire che non sia successo nient’altro di interessante! In questo veloce riassunto di Nature si possono vedere i tanti articoli pubblicati nel 2017 divisi per trimestri e si può leggere una carrellata sulle principali tematiche di studio di quest’anno, ormai prossimo alla conclusione. Principalmente il 2017 verrà ricordato come un anno della fisica e dell’astronomia, come un anno di grande impatto dei cambiamenti climatici e come l’anno in cui la genomica e l’intelligenza artificiale hanno fatto enormi passi avanti. Oltre che come l’anno in cui la scienza ha dovuto combattere contro l’ignoranza e le false credenze.

La fisica, abbiamo già detto, è stata dominata dall’osservazione delle onde gravitazionali da parte di due osservatori indipendenti (VIRGO e LIGO); un’osservazione attesa da decenni, arrivata grazie alla “cattura” delle radiazioni emesse dalla fusione di due stelle a neutroni, che ha fornito un’altra schiacciante prova alla teoria della relatività di Einstein e di tutta la fisica che ne è derivata. Parlando di stelle e di universo, logicamente, parliamo di astronomia, di particelle subatomiche e, letteralmente, del “materiale di cui siamo fatti”. In fondo tutto questo è bello perché stiamo scoprendo di essere fatti di stelle!
Questa enorme scoperta è stata il frutto di una collaborazione internazionale che ha visto scienziati da tutto il mondo portare il loro piccolo contributo; gli osservatori si trovano negli USA (Ligo-CalTech) e in Italia (Virgo), ma tutto il restante lavoro si è svolto realmente in giro per tutto il globo, dalla Cina alla Turchia, da Israele alla Palestina (insieme, strano eh), dalla Turchia al Sud America. Perché in fondo, per quanto possiamo sentirci diversi e lontani, siamo tutti parte di questo piccolo granello di sabbia nell’Universo!

Il 2017 è stato anche l’anno del sessantesimo anniversario dell’inizio della corsa allo spazio: era il 4 Agosto 1957 quando l’Unione Sovietica spediva in orbita lo Sputnik, il primo satellite artificiale. Da quel momento abbiamo mandato l’uomo sulla Luna più volte, spedito satelliti ai confini del Sistema Solare e teniamo una stazione orbitante fissa sopra le nostre teste. Senza considerare i telescopi spaziali che ci permettono di studiare i fenomeni dell’Universo in maniera più accurata e più dettagliata. E pensare che c’è ancora chi pensa che la Terra sia piatta e stia al centro del cosmo!

Bene. Con la fisica e l’astrofisica la finisco qua, ma prendo spunto per parlare di chi “non crede alla scienza” (termine che trovo odioso, perché la scienza non è una religione, quindi non ci si dovrebbe credere fideisticamente!). Il 2017 sarà ricordato come il primo della presidenza Trump, quello in cui gli USA hanno invertito la loro politica scientifica e ambientale di 180°. Sempre Nature riporta che da solo il muslim ban del 27 Gennaio ha spinto molti scienziati musulmani a “fuggire” dagli USA in direzione del vecchio continente, fatto che ha spinto il neo-Presidente francese Macron a creare un bel fondo di attrazione per le menti straniere interessate a lavorare in ambito ambientale (dallo slogan geniale Make our planet GREEN again). Trump ha inoltre decurtato in maniera drastica i fondi per gli enti federali che si occupano di ambiente (EPA) e sanità (FDA e NIH), senza contare che ha nominato ai loro vertici negazionisti del cambiamento climatico, dirigenti di aziende multinazionali e ha nominato il suo scientific advisor dopo molti mesi dall’insediamento, cosa che non avveniva da più di sessant’anni. Trump ha portato gli USA fuori dall’accordo di Parigi sul clima e li sta trascinando in basso nella classifica dei paesi in cui si può fare scienza liberamente.
Il problema, reale e tangibile, è che mentre Trump rimetteva in discussione l’accordo sul clima sul fronte politico, in Antartide il 12 Luglio un iceberg grande due volte il Lussemburgo si è staccato dalla banchina fissa a causa del riscaldamento globale! Mentre i presidenti giocano a fare e disfare gli accordi, a giocare con aumenti di pochi gradi e tonnellate di CO2, il riscaldamento non aspetta e non gioca.

Probabilmente il 2017 sarà ricordato anche come l’anno del grande scontro sulle fake news, fenomeno che ha colpito violentemente anche le discipline scientifiche, a partire dalle feroci lotte contro le vaccinazioni obbligatorie. Tutto rientra sotto l’ombrello più ampio del disinteresse e dell’ignoranza (in termini strettamente etimologici) scientifica: ci si disinteressa di qualcosa che è difficile da capire o sembra lontano dalle nostre vite, fino a quando non piomba nel “nostro giardino” e ci costringe a farsi rapidamente un’opinione. E qual è il modo migliore per farsi velocemente un’opinione? Il paradosso del lampione che racconta come un ubriaco che perde le chiavi di casa le andrà a cercare sotto un lampione solo perché lì c’è più luce, non perché si ricorda di averle perse lì! Fuor di metafora, quando siamo ignoranti abbiamo due strade: studiare con fatica e lentezza o cercare una comoda e rapida verità sotto “un lampione”.

Ok. Andiamo oltre. In medicina stiamo entrando letteralmente in una nuova epoca, quella dell’editing genetico. La tecnica CRISPR/Cas9, che permetterà di riparare danni al DNA e al RNA, è entrata in fase di sperimentazione umana in Cina, mentre altre tecniche (come quella della nucleasi di zinco) sono già in fase avanzata o usate su pazienti consapevoli. Queste nuove strade ci porteranno a un nuovo livello nella chirurgia, soprattutto nella lotta ai tumori e alle malattie autodegenerative, con strumenti in grado di intervenire direttamente sui filamenti danneggiati nelle singole cellule o nei tessuti localizzati, limitando al massimo gli effetti collaterali tipici delle chemioterapie e radioterapie.
Nell’ambito chimico continua la corsa sui due fronti più caldi: la conversione green dei grandi processi industriali (compreso il riciclo e il riuso dei rifiuti) e la ricerca di metodologie per la produzione e lo stoccaggio di energia da fonti rinnovabili. Certo, la chimica vive all’interfaccia tra molte altre discipline e collabora sia con la ricerca medico-biologica, che con quella industriale e tecnologica. Senza dubbio il conferimento del Nobel per la creazione di una tecnica microscopica capace di vedere gli atomi (Cryo-EM) è un riconoscimento all’enorme sviluppo metodologico della chimica, un premio che spinge tutti i chimici (come me) a spendersi sempre di più per il bene superiore, che non possono non essere i grandi obiettivi del millennio!

Infine facciamo un salto nella tecnologia: lo sviluppo, sempre più rapido e sorprendente, di sistemi di intelligenza artificiale sembra quasi essere sul punto di sfuggire di mano, mentre in realtà chi segue sa che questi enormi progressi sono esattamente quello che i ricercatori stavano progettando da anni. Ormai l’apprendimento attraverso reti neuronali è una realtà assodata e non fa più notizia una macchina che risponde ai comandi vocali, che impara dall’esperienza o che riesce a battere gli umani a giochi da tavolo in cui viene dato un grande peso all’intuito.
Macchine robot che imparano e che arrivano a qualcosa di simile all’intuito? Che il futuro di Blade Runner sia dietro l’angolo? Sinceramente non saprei, anche se le auto che i guidano da sole già mi mettono in ansia! Sicuramente credo che nei prossimi anni, a partire dal 2018, se non interverremo sul clima e sul nostro impatto sul pianeta, andremo incontro a un Mondo davvero simile a quello dei film di Ridley Scott, non tanto per i replicanti quanto per l’ambiente devastato e le città sovraffollate.
Chissà cosa ci riserverà la scienza nel 2018! Come sempre, il meglio deve ancora venire!

Immagine tratta liberamente da www.vox.com

Ultima modifica il Sabato, 23 Dicembre 2017 13:31
Samuele Staderini

Sono nato nel 1984 vicino Firenze e ci sono cresciuto fino alla laurea in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche nel 2009. Dopo il dottorato in Chimica, tra Ferrara e Montpellier, ho iniziato a lavorare al CNR di Firenze come assegnista di ricerca (logicamente precario). Oltre che di chimica e scienza, mi occupo di politica (sono consigliere comunale a Rignano sull'Arno), di musica e di sport. E si, amo Bertrand Russell!

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