Relazioni internazionali, notizie da altri paesi, ingiustizie sparse per il globo.
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Settimana iniziata con un forte terremoto che ha colpito la Prefettura di Osaka. Il 18 giugno alle ore 7,58 un terremoto di intensità 6 nella scala sismica giapponese ha infatti colpito la popolosa Prefettura e, con intensità minore, anche quella di Kyoto. Il bilancio è stato di 5 morti e 408 feriti. Sospesa in 110.000 case la fornitura di gas mentre in circa 170.000 abitazioni per alcune ore è stata sospesa l'erogazione di energia elettrica. Il rischio di eventuali frane, possibili alla luce delle forti piogge segnalate dall'Agenzia Meteorologica, ha portato all'evacuazione di oltre 1.700 persone.
Il 23 giugno, frattanto, tecnici della Prefettura di Osaka hanno ritenuto che in 15 scuole elementari e medie alcuni muri in cemento non presentavano le caratteristiche di solidità richieste dalla normativa. Le scuole ispezionate sono state in totale 59 ed in una di esse una bambina di 9 anni è deceduta nel corso della scossa di lunedì a causa proprio del crollo di un muro.
Anticomunismo in Europa, il caso polacco
Vi proponiamo un articolo uscito sul supplemento cartaceo di maggio
All’inizio di marzo è stata completata a Bieszczady, nelle foreste della Polonia sud-orientale, la rimozione del monumento al generale Świerczewski, che in quel luogo cadde vittima dei terroristi ucraini dell’UPA (nazionalisti) il 28 marzo 1947. Nato a Varsavia nel 1897 da famiglia operaia, Świerczewski era stato evacuato a Mosca durante la Grande guerra e lì si era iscritto al Partito bolscevico scalando successivamente i ranghi dell’Armata rossa. Dopo aver combattuto in Spagna con il nome di battaglia di Walter, nel 1943-44 fu tra i ricostruttori dell’esercito popolare polacco.
La distruzione del monumento è solo l’ultimo di una serie di vili atti di rimozione in Polonia della memoria storica comunista e sovietica, rimozione alla quale il governo di PiS ha assegnato un’importanza non minore che alle deliranti crociate contro l’aborto (peraltro già largamente illegale). A settembre 2017, ad esempio, è stato demolito il mausoleo di Trzcianka, in Polonia occidentale, il primo edificato dall’Armata rossa sul suolo polacco. L’odio anticomunista prospera anche nelle città, con i consiglieri comunali di destra che si affannano a chiedere la “decomunistizzazione” di vie, ponti, scuole, strade, edifici pubblici; cancellando senza pudore i nomi di vittime dei Lager e di combattenti per la libertà, non soltanto polacca – l’esempio più noto è infatti quello di ulica Dąbrowszczaków a Varsavia, intitolata ai combattenti di Spagna del battaglione Dąbrowski, per impedire la cui cancellazione si è formato un ramificato movimento sociale con contatti anche in Spagna.
Prevedibili divergenze sul commercio internazionale tra gli Stati Uniti da un lato e gli altri sei grandi al G7 canadese. Il summit si è concluso domenica con la partecipazione dei capi di governo (primo G7 per il Presidente italiano Conte nonché per l'ex “Grande Fratello” Rocco Casalino) e si è caratterizzato per un discreto clima di tensione in particolare tra gli USA ed il Canada. In tal senso dure ed inusuali le parole – “disonesto e debole” – contenute in un tweet del Presidente USA rivolto ai canadesi.
Il Giappone si mostra cauto sul prossimo vertice tra Stati Uniti e Corea del Nord. A suscitare preoccupazione è l'abbandono, almeno per il momento, da parte USA della locuzione “massima pressione” al fine di ottenere la denuclearizzazione della Penisola coreana. “Non voglio più usare questa affermazione” ha infatti sostenuto Donald Trump lo scorso 1 giugno incontrando l'inviato della RPDC Kim Yong Chol.
Il tema è stato, ovviamente, al centro anche dei lavori dell'Asia Security Summit di Singapore.
Tornato in patria da San Pietroburgo il Primo Ministro Abe ha negato nuovamente in parlamento il proprio coinvolgimento nello scandalo Moritomo Gakuen. “Voglio dire chiaramente che né io né mia moglie siamo stati coinvolti nella vendita o nel processo di approvazione” ha affermato Abe lo scorso 28 maggio difendendo anche la consorte Akie che al momento dell'affaire era presidentessa onoraria dell'associazione che ha acquistato ad un prezzo bassissimo il terreno demaniale situato nella Prefettura di Osaka. “La signora Abe compare 14 volte nei documenti ottenuti dal Ministero delle Finanze. Come può dire che non è mai stata coinvolta?” ha contestato Teruhiko Mashiko del Partito Democratico per il Popolo.
Repeal the 8th. Sui risultati del referendum irlandese
Savita Halappanavar era una giovane dentista di origini indiane che viveva da tempo in Irlanda.
Nel novembre del 2012, a seguito di un marcato malessere e capendo di star perdendo il bambino che portava in grembo, si era recata nell'ospedale universitario di Galway, chiedendo che la gravidanza – ormai compromessa – venisse interrotta. A causa dell'ottavo emendamento alla costituzione irlandese, aggiunto nel 1983 a seguito di un referendum, che metteva sullo stesso piano la vita del feto e la vita della madre, proibendo in sostanzialmente qualunque caso l'aborto, il personale medico dell'ospedale si rifiutò di interrompere la gravidanza. Savita è morta di setticemia dopo pochi giorni.
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