Venerdì, 01 Febbraio 2013 00:00

Il nostro Maggio non ha ha fatto a meno del suo coraggio

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Le ultime dichiarazioni con le quali il sindaco di Firenze Matteo Renzi ha citato “La canzone del maggio” di Fabrizio De André (“Il nostro Maggio ha fatto a meno del vostro coraggio”) hanno fatto infuriare molti, non solo gli ammiratori del cantautore genovese ma soprattutto tutti coloro che vivono sulla propria pelle le conseguenze della pessima gestione del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, di cui il sindaco è sicuramente tra i maggiori responsabili.

Lo scorso lunedì, il 28 gennaio, il Sindaco ha riscaldato il Consiglio Comunale affrontando sue dei temi scottanti del dibattito sulla politica locale: il tema degli oltre trecento dipendenti comunali fiorentini, i quali da febbraio si vedranno togliere 100 € dalla busta paga per andare a sanare il danno erariale di 50 milioni di euro causato dal contratto integrativo firmato, e quello, appunto, Maggio Musicale.

Renzi ha deciso di affrontare direttamente il tema dei licenziamenti: il giorno di ieri, 31 gannaio, è stato l’ultimo giorno utile per il ritiro dei provvedimenti di licenziamento e il momento dal quale il Ministero dei Beni Culturali ha potuto nominare il Commissario che si occuperà della vicenda della Fondazione del Maggio Musicale. Il sindaco ha proposto una piattaforma che prevede, in cambio del ritiro degli otto licenziamenti risalenti allo scorso 31 dicembre (leggi qui) un aumento di ore di lavore per i dipendenti del Maggio. Tecnici ed operai dovrebbero lavorare per 15 minuti in più al giorno e rendersi disponibili ad accettare una maggiore flessibilità per quanto riguarda gli orari. Il tutto, neanche a dirlo, a parità di stipendio. Per quanto riguarda invece orchestrali e membri del coro e del corpo di ballo, la proposta di Renzi prevede la rinuncia a quattordici giorni di ferie all’anno per i primi e sette per i secondi. I membri del personale amministrativo vedrebbero scattare invece il regime dei contratti di solidarietà. Da notare come la riduzione degli stipendi dei manager per una somma di 150.000 euro annui, nei piani di Renzi, scatterebbe una volta che i sindacati avrebbero accettato la piattaforma.

La proposta discussa da CGIL e CISL in un’assemblea con tutti i lavoratori del Teatro. Nel frattempo che attendiamo di sapere se le associazioni dei lavoratori riterranno accettabili i sacrifici proposti dal sindaco in cambio del ritiro dei licenziamenti, è bene ricordare che i problemi del Teatro del Maggio Musicale non sono solo quelli relativi ai suoi dipendenti, come farebbero credere i provvedimenti proposti. La pessima situazione che si è venuta a formare non è dovuta, come afferma Renzi, al fatto che la quella del Maggio è una della Fondazioni che lavora meno in Italia ma piuttosto alla pessima gestione dei conti. E’ proprio questo il motivo che, da una parte, ha spinto le istituzioni a richiedere il commissariamento (con tanto di dichiarazioni amareggiate del Presidente della Regione Enrico Rossi) e, dall’altra, la Procura di Firenze ad aprire un’indagine sulla gestione dei conti, oramai diventati un buco nero che risucchiano qualunque tentativo di risanamento.

E’ assurdo pensare che i problemi della Fondazione possano essere risolti andando a tagliare sul personale: sono proprio i lavoratori del Maggio Musicale che ne fanno una delle istituzioni artistiche più prestigiose, portatrice di un patrimonio di conoscenze e competenze che rendono la città di Firenze una capitale della cultura a livello mondiale.

La questione è quindi, evidentemente, tutt'altro che chiusa. E possiamo assicurare al sindaco che di certo i lavoratori del Maggio non fanno a meno del loro coraggio.

 

Ultima modifica il Venerdì, 01 Febbraio 2013 00:14
Diletta Gasparo

"E ci spezziamo ancora le ossa per amore
un amore disperato per tutta questa farsa
insieme nel paese che sembra una scarpa"

Cit.

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